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giovedì 18 gennaio 2018

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GUIDA TURISTICA

La Chiesa parrocchiale o Collegiata di Sant'Agata

Consacrata dal Vescovo Limenio (371-396 a.C.) e nel V secolo dedicata a S. Stefano, venne insediata su un sacello pagano già esistente dedicato a Giove Ottimo Massimo. La chiesa fu fatta costruire dalla Regina Teodolinda in onore della reliquia di S. Agata (595 circa) e venne ricostruita nel 1150, dopo il disastroso terremoto del 1117. La versione attuale fu edificata su progetto dell’Architetto Talucchi e inaugurata nel 1841.
Si tratta di un Duomo, dal momento che presenta tre navate: quella centrale, con una volta a botte affrescata con l’apoteosi di S. Agata, in cui compaiono la SS. Trinità, le schiere degli angeli e i personaggi dell’antico testamento; quella di destra, dedicata a S. Lorenzo e al suo martirio, e quella di sinistra, dedicata a S. Eusebio (Vescovo e Patrono di Vercelli) e al suo martirio. Lungo le navate sono presenti immagini del martirio di S. Agata e dietro l’altare maggiore è visibile, in una nicchia, una statua della Santa del 1861, opera dello scultore Giani di Torino.
In ogni navata sono presenti tre cappelle. In quella di sinistra vi sono quelle del Cristo Morto, del SS. Rosario e di S. Giuseppe; in quella di destra si trovano le cappelle di S. Isidoro, del Sacro Cuore e di S. Ignazio.
Nella cappella di S. Isidoro è visibile il Polittico del Giovenone, dipinto da Girolamo Giovenone
nel 1531. È composto da dieci tavole pittoriche, diviso in due parti e circondato da una cornice. Nella cappella di S. Ignazio si trova invece la reliquia del frate cappuccino, cittadino santhiatese, consacrato agli onori degli altari nel 2002.
La chiesa è impreziosita dalla presenza dell’Organo Serassi, realizzato dai fratelli Giacomo, Giuseppe, Vittorio e Carlo Serassi nel 1858, capolavoro dell’arte organaria dell’ ‘800 e considerato uno tra i migliori del Piemonte. È formato da due strumenti distinti e completi, capaci di essere suonati anche separatamente. È costruito in stagno, rame e piombo e, oltre ai suoni ordinari, può imitare la voce di altri strumenti come ad esempio la tromba, l’armonica, l’oboe e il corno.
Vale la pena visitare anche la Cripta, a cui si accede dalle scale laterali poste sotto l’altare: si tratta della prima versione della chiesa dedicata a S. Stefano, da alcuni anni interamente restaurata. Restaurato nel 2009 – e inaugurato l’11 febbraio di quell’anno – è il Battistero, sotto cui sono visibili, attraverso una vetrata, resti umani antichissimi.
Il campanile, di stile tardo romanico e alto circa 35 metri, è di sezione quadrata ed è formato da sei piani sovrapposti. Le campane elettriche sono state introdotte solo nel 1970.







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