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domenica 24 giugno 2018

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GUIDA TURISTICA

Il Mulino Ugliengo (ex Consorzio agrario)

Il complesso del mulino Ugliengo si estende nella parte sud della città ed è baricentrico a tutto il tessuto urbano, posto tra il nucleo abitato di antica formazione, le nuove zone di espansione abitativa e il Naviglio d’Ivrea.
È limitrofo ai più importanti servizi di interesse comunale (Scuola Elementare Collodi, Liceo Musicale, Scuole Medie Giovanni XXIII e Parco Jacopo Durandi). Nelle sue adiacenze si trovano ampie zone di sosta (piazzale antistante ai magazzini, a est Piazza Kennedy, a ovest piazza Aldo Moro che si estende sino a piazza Vittorio Veneto; queste ultime dividono il vecchio nucleo da quello più recente della città.

Le prime notizie del Molino risalgono al XV secolo, ovvero contemporanee alla realizzazione del Naviglio d’Ivrea, iniziato lo ricordiamo nel 1448 da Amedeo VIII Duca di Savoia e fatto terminare dalla Reggente Duchessa Jolanda nel 1474. Il Governatore del Naviglio d’Ivrea acconsentì la realizzazione di un Molino nel territorio del Borgo di Santhià nel 1479. All’epoca l’impianto era sostanzialmente costituito da cinque ruote a pale: quattro servivano per la macinazione di granaglie, mentre una quinta movimentava le attrezzature di una pista da riso. Quest’impostazione non cambiò nel corso dei secoli, rimanendo sostanzialmente invariata sino alla seconda metà dell’Ottocento.

Gli edifici destinati a magazzini e abitazione del mugnaio hanno uno sviluppo planimetrico molto originale per il periodo in cui sono stati costruiti, forse si sono seguiti i vecchi confini poderali; essi sono formati da volumi a due piani fuori terra con una campitura modulare messa in evidenza dalle lesene con 3.00÷3.50 m di interasse. Tra le lesene si aprono finestre al piano primo e finestrelle al piano secondo la cui importanza è evidenziata da archetti in laterizio e sottolineate da segnapiano in cotto.

Interessante è il raccordo curvo che immette nelle scuderie anch’esse con gli stessi elementi architettonici delineando per un lungo tratto tutto l’edificio. Nelle sue adiacenze al primo piano verso il cortile, si colloca una travata destinata a contenere in foraggio per i cavalli.

Sempre sullo stesso edificio si trova nella parte centrale una sopraelevazione del tetto con due ordini di finestre, come si può riscontrare nelle grandi corti della pianura vercellese, questa era l’abitazione del mugnaio o custode, che aveva anche la funzione di controllare chi entrava ed usciva dal mulino.
La restante parte di questa cortina di edifici si conclude con le abitazioni degli addetti e dei cavallanti al mulino stesso e presentano all’interno del cortile una distribuzione a ballatoio che collega i diversi spazi abitativi.
La struttura interna,di questa porzione di edificio, che prospetta su via Colombo, è molto interessante. Sul lato est esiste un piano a cantina con possenti colonne che sorreggono delle volte a vela, il primo piano è costituito da pilastri in legno che sono stati tinteggiati a calce per disinfestare il vero e proprio magazzino dei cereali, tale cantina si estende fino alla casa del mugnaio.

Dalla casa del mugnaio o custode, l’edificio non presenta più il piano a cantina, ma a piano terra si ergono possenti pilastri in pietra Sienite della Balma, con zoccolo e capitello su cui si appoggiano costolature di volte a vela.

Quello che rimane dell’edificio destinato alla lavorazione e allo stoccaggio dei prodotti lavorati ha dimensioni notevoli, circa 75 m di lunghezza e 13 di larghezza e per un’altezza di circa 18 m. Tale edificio fu ampliato e soprelevato in tempi successivi e si sviluppa per 5 piani con una torretta, costruita nel 1929 alta più di 22m, con una scala che si sviluppa per tutta l’altezza dell’edificio.
(Testo per gentile concessione di Marco Roggero)





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