Citta' di Santhia' - Provincia di Vercelli - Piemonte

giovedì 18 gennaio 2018

Navigazione del sito

Percorso di navigazione

Ti Trovi in:   Home » Guida turistica » La 44^ tappa

Stampa Stampa

GUIDA TURISTICA

La 44^ tappa

Santhià rappresenta la 44ª tappa del percorso da Roma a Canterbury compiuto dal vescovo inglese Sigerico nel 990, percorso che sarebbe poi diventato il ramo principale della “Via Francigena”. Su tutto l’itinerario francigeno italiano, il tratto da Ivrea a Vercelli è quello che più frequentemente viene ricordato da quelle particolari fonti itinerarie che sono le «Chansons de geste». I riferimenti alle località poste lungo questa parte del tracciato sono numerosi: Santhià, per esempio (Saint
Agache o Saint Agath), è ricordata ben otto volte, a conferma della sua importanza sotto il profilo viario. Particolarmente interessanti sono anche quei passi delle Chansons che rimandano all’esistenza di attività e infrastrutture di servizio legate alla strada, la menzione delle quali segnala l’importanza e la fama che le stesse dovevano aver raggiunto in determinate località. Nelle sue linee generali, il percorso più antico della Via Francigena da Ivrea a Vercelli ricalcava il tracciato della strada romana che univa Eporedia a Vercellae, della quale furono ritrovati nell’Ottocento cospicui resti a sud del lago di Viverone, nella regione Dora Morta (da Alice Castello partiva una strada romana selciata, di circa sette
chilometri, che dirigeva verso Santhià). Del resto la stessa toponomastica della zona conserva il ricordo dell’antica strada, per esempio nelle località Pobbia (derivato da publica, riferito ovviamente a “via”) e Settimo Rottaro, dal chiaro richiamo alla numerazione delle miglia.
Tuttavia, nel corso del Medioevo, la Via modificò il suo percorso, nel senso che fu preferito un tracciato a nord del lago del Viverone, che transita per Piverone e Cavaglià e si ricongiunge al precedente percorso nei pressi di Santhià. È questo il percorso a cui oggi si fa solitamente riferimento. Sempre a Santhià confluiva il ramo della Via Francigena che entrava in Italia dal Moncenisio e che toccava Susa, Torino e Chivasso. La funzione di “raccordo” tra i diversi rami diede al nostro centro grande importanza, tanto che in esso sorsero ben quattro “ospizi” (o hospitali), ovvero strutture di accoglienza che fornivano un ricovero per la notte, un giaciglio e cibo caldo: uno dipendeva all’Abbazia della Bessa, un altro apparteneva all’ordine dei Cavalieri di Gerusalemme e gli altri due erano intitolati, rispettivamente, a San Bernardo e al Santo Salvatore.
Dopo Santhià, l’itinerario storico proseguiva verso Vercelli, toccando San Germano e Viancino, nei cui pressi si trovava la piccola casa ospitaliera di Cadè (“Casa Dei”), collegata all’abbazia francese di Sainte-Foy de Conques, attraverso il priorato di Santa Fede di Cavagnolo, nata per l’assistenza ai pellegrini italiani diretti a Santiago de Compostela. Poi proseguiva per Cascine di Stra, dove, nel XII secolo, esisteva un ospitale intitolato a San Jacopo, e per la Cascina di San Bartolomeo, sede nel Medioevo di un altro ricovero per viandanti. Quindi giungeva a Vercelli, entrando per la Porta di Strata, denominazione che non lascia dubbi sull’importanza che la Via Francigena rivestiva per la città.






Riferimenti del comune e Menu rapido


Comune di Santhià, Piazza Roma, 16
13048 Santhià (VC) - Telefono: 0161/936.111 Fax: 0161/936.231,
Fax per urgenze: 0161/936.233 da utilizzare per comunicazioni urgenti nei giorni festivi e dalle ore 12,30 del venerdì alle ore 09,00 del lunedì successivo.

C.F. 00325950020 - P.Iva: 00325950020
E-mail: segreteria@comune.santhia.vc.it   E-mail certificata: protocollo@pec.comune.santhia.vc.it