Citta' di Santhia' - Provincia di Vercelli - Piemonte

giovedì 18 gennaio 2018

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GUIDA TURISTICA

La patrona di Santhià

Secondo la tradizione, Agata nacque nei primi decenni del III secolo presso una nobile famiglia catanese. Educata fin da bambina alla fede cristiana, volle consacrarsi interamente a Dio, chiedendo di poter assumere un ruolo attivo nella comunità in qualità di diaconessa. Il vescovo accolse la sua volontà, imponendole il flammeum, cioè il velo rosso portato dalle vergini consacrate (abito con cui Agata venne spesso rappresentata dall’iconografia ufficiale). Il proconsole Quinziano, che allora governava la città, avuta notizia della sua consacrazione, si avvalse di un editto imperiale che permetteva di confiscare tutti i beni di famiglia dei cristiani, provvedimento che però poteva essere revocato nel caso in cui gli stessi rivedessero la loro decisione e ripudiassero la fede. In questo contesto, la tradizione vuole altresì che il proconsole sia stato conquistato dalla bellezza di Agata, ma che i suoi tentativi di seduzione non siano andati in porto per la ferma resistenza della giovane. Avendo così subito una doppia umiliazione, Quinziano imbastì un accanito processo contro di lei, ricorrendo a feroci torture, tra cui il taglio delle mammelle. Infine ordinò che fosse bruciata viva su un letto di carboni ardenti. Il martirio avvenne il 5 febbraio 251. Sempre secondo la tradizione, un anno dopo, mentre una violenta eruzione dell’Etna minacciava Catania, molti fedeli si recarono in processione portando con sé il prodigioso velo di Agata e opponendolo alla lava, che si arrestò. Da allora Sant’Agata divenne non soltanto la patrona di Catania, ma anche la protettrice contro le eruzioni vulcaniche e gli incendi. Inoltre, per le vicende legate al suo martirio, la santa fu considerata anche patrona delle balie e delle nutrici.
Per quanto riguarda la diffusione del suo culto nel nostro centro, gli storici ritengono che la titolazione della collegiata locale a Sant’Agata (termine da cui derivò, per contrazione, il nome stesso di Santhià), sia da collegare a un’iniziativa della regina Teodolinda, tra il VI e il VII secolo. Essa favorì la costituzione di numerosi centri spirituali e culturali nei territori posti sotto il controllo longobardo, allo scopo di formare una classe dirigente favorevole al cattolicesimo. Promuovendo lo sviluppo di nuove istituzioni ecclesiastiche, la regina titolò le stesse a diversi santi e martiri cristiani, tra cui Agata, diffondendone così il culto in territori anche molto lontani da quelli di origine.






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