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Il tratto a monte, Viverone-Santhià

Viverone-Cavaglià-Santhià

Dalla chiesa di San Rocco di Viverone (inizio tappa) si prosegue verso Roppolo, su una strada asfaltata a mezza costa, con bel panorama sulla conca di Viverone. Attraversato Roppolo, si svolta a sinistra verso il Castello e si prosegue per Salomone, sempre su strada asfaltata. Raggiunta la colma della collina morenica, si svolta a sinistra, lungo una carrareccia in discesa, in mezzo a boschi di castagno inframmezzati a pascoli. Dopo un breve tratto in piano, si compie una nuova discesa che conduce alle porte di Cavaglià su strada nuovamente asfaltata (regione Moncavallino, campo di calcio).

Attraversato agevolmente il centro di Cavaglià, grazie alla buona segnaletica, ci si dirige verso Santhià, svoltando subito a destra su una carrareccia, che diventa poi strada asfaltata. Attraversata la statale (punto di potenziale pericolo), il percorso prosegue attraverso un percorso ondulato, dapprima su strada asfaltata e poi su strade bianche, fino alla periferia di Santhià, senza difficoltà tecniche né particolari situazioni di pericolo. La tappa si conclude presso l’Ostello di Santhià, a pochi passi dalla centralissima piazza Roma (l’ingresso si trova in Corso Nuova Italia 134). Il tratto a cui abbiamo fatto riferimento, l’unico ad essere correttamente e regolarmente segnalato, è quello proposto dall’AEVF. Questo percorso ha il pregio di evitare strade trafficate e aree degradate, sebbene sia più lungo di circa un chilometro rispetto a quello proposto da altre associazioni (che prevedono tratte sulla vicina strada statale, sempre molto trafficata). Da sottolineare la presenza, nel territorio comunale di Santhià, di numerose fontanelle per l’acqua (almeno quattro, tre delle quali situate presso le cosiddette ”Oasi del pellegrino”, sia a monte (Cascina Maresca e Cascina Palestrina) sia a valle del centro (Cascina Pragilardo).